Home > News > Testimonianza di Abdì Mohamed, beneficiario del progetto “ColtiviAmo l’integrazione” a Ragusa

L’Associazione I Tetti Colorati O.N.L.U.S di Ragusa è, insieme a TAMAT (capofila del progetto), Fondazione ISMU e RFK Italia, uno dei partner impegnati nel Progetto “Coltiviamo l’Integrazione” all’interno del Programma FAMI (Fondo Asilo Migrazione e Integrazione).

Nello specifico, l’Associazione I tetti Colorati ha avviato, per 7 uomini di nazionalità nigeriana, somala e gambianadi età compresa tra 22 e 54 anni, laboratori formativi di agricoltura e italiano e il laboratorio pratico di agricoltura presso Contrada Magnì, un terreno concesso in comodato d’uso gratuito dalla Diocesi di Ragusa. La Cooperativa Semina Mondo ha reso possibile lo svolgersi del modello di agricoltura inclusiva. Il periodo di fruizione dei laboratori si è svolto nel periodo compreso tra ottobre 2020 e marzo 2021.

Punto di partenza della formazione laboratoriale di italiano è stato la conoscenza del mondo del lavoro: le professioni e i relativi vocabolari inerenti i settori economici presenti in Italia, analizzati attraverso la comprensione di testi, video e attività pratiche.

All’interno del laboratorio pratico di agricoltura i destinatari, sotto la guida del formatore, hanno realizzato un sesto di impianto per fave e piselli e successivamente per lattughe e cipolle. Dalle prime fasi alla raccolta hanno potuto vedere somiglianze e differenze con le procedure utilizzate nei loro Paesi di provenienza . Hanno anche potuto parlare delle loro esperienze agricole e delle varie tipologie di coltivazioni tipiche in Nigeria, Somalia e Gambia. Si è creato così uno mutuo scambio culturale che ha fatto sì che il gruppo si mescolasse in esperienze, vissuti e conoscenze. Ecco la testimonianza di Adbì, uno dei beneficiari


Ciao Abdì puoi raccontarci la tua storia?

“Io sono Abdì Mohamed e ho 58 anni, vengo dalla Somalia. La mia famiglia è composta da 8 persone, i miei 6 figli, mia moglie e io, sono qui in Italia dal 2017.

Da allora mi impegno tanto per imparare l’italiano e lavorare in campagna. Insegnavo il corano ai bambini e lavoravo la terra prima di essere costretto a fuggire dalla mia casa per recarmi in un campo con la mia famiglia, a causa delle violenze del gruppo Al-Shaabab.”

Quali sono le tue esperienze in agricoltura?

“In Somalia ho avuto molte esperienze con l’agricoltura, infatti lavoravo in campagna vicino al campo di Eldamer. Soprattutto mi sono occupato di allevamento. In Somalia lavoravo in campagna allevando pecore, cammelli e mucche. Qui in Italia ho lavorato in alcune campagne e case private

Ho lavorato per la preparazione del sesto d’impianto, la sistemazione del campo per gli ortaggi. Ho lavorato soprattutto con melanzane, cipolle, aglio raccolta di limoni e altri alberi da frutto. Mi sono anche occupato di gestire gli asini presso la Tenutà Magnì.”

Che differenze hai incontrato riguardo le mansioni agricole in Italia e in Somalia?

“I cammelli in Somalia sono molto importanti perché vengono venduti in Arabia Saudita ad alto prezzo, inoltre sono animali che aiutano l’economia locale in tanti modi. Il loro latte è molto nutriente e rende forti, piu del latte di mucca.

In Somalia ci sono pochissimi cavalli ma molti asini e cammelli. Il latte di pecore, mucche, asini e cammelli viene conservato in delle cisterne scavate nella terra, per tenerlo fresco, al riparo dalle temperature calde.

In Somalia si coltiva molto grano, molti vegetali e alcune tipologie di piante che qui in Italia non crescono bene.

I mercati in Somalia sono grandi e pieni di colori. Qui sono vendute moltissime merci e primizie. Al mercato grande viene anche allestita una fiera del bestiame, dove tutti gli allevatori portano i loro capi migliori. I cammelli sono l’orgoglio degli allevatori, questi vengono scambiati e comprati con grandi scambi.

Qui in Italia non ci sono cammelli e questo mi dispiace molto, la loro carne è molto saporita, il loro latte molto gustoso.

In Somalia vengono prodotte moltissime banane, molto grano con cui si fa un pane buonissimo, varietà di peperoni e dolci prodotti con il latte di cammello.”

Come ti stai trovando nel progetto ColtiviAmo l’Integrazione?

“Mi sto trovando bene, già conoscevo la tenuta e avevo già lavorato li. Certo iniziare a lavorare la terra in Inverno è difficile, fa freddo e la terra e dura, io preferisco l’estate!(ride)

Le lezioni di italiano vanno molto bene. Mi trovo molto bene con gli altri ragazzi, secondo me dovrebbero lavorare di più, ma stanno imparando.

Non vedo l’ora di raccogliere i frutti del laboratorio

Quali sono i tuoi progetti per l’agricoltura, per il futuro in questo settore?

“Mi piacerebbe molto avere un campo mio un giorno, per poter coltivare i miei ortaggi preferiti; melanzane, fave, cipolle, aglio e lattuga.

Mi piacerebbe molto sviluppare una coltivazione di datteri, che mi piacciono tantissimo(ride). Anche allevare cammelli non mi dispiacerebbe!” 

articolo tratto da Robert F. Kennedy Human Rights Italia

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi