Home > News > Tamat NGO, agricoltura sociale: a Montemorcino si è svolto un incontro internazionale per presentare il catalogo delle buone pratiche 

Grande partecipazione per l’evento “Fattore sociale, agricoltura e immigrazione per l’innovazione sociale” all’interno del progetto “ColtiviAmo l’integrazione” 

da sx Carolina Rocha Barreto (Robert F. Kennedy Human Right Italia), Cecilia Lindenberg (Fondazione ISMU), Edoardo Todeschini (Rob de Matt), Domenico Lizzi (Tamat NGO), Elisa Occhipinti e Adriana Cannizzaro (Associazione I Tetti Colorati Onlus) – FOTO Marco
Grossi Umbria Integra  © 2020 

PERUGIA – Venerdì 14 febbraio 2020 al Centro Mater Gratiae di Montemorcino (Perugia), Tamat NGO ha presentato l’evento “Fattore sociale, agricoltura e immigrazione per l’innovazione sociale” all’interno del progetto “ColtiviAmo l’integrazione”, coordinato da Tamat in partenariato con Fondazione ISMU (Milano), Associazione Tetti Colorati Onlus (Ragusa), Robert F. Kennedy Human Right Italia (Firenze) e Cardet (Cipro), finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020 del Ministero dell’Interno e cofinanziato dall’Unione Europea. 

Alessandro Moretti, presidente delle Acli Provinciali di Perugia, porta il saluto – FOTO Marco
Grossi Umbria Integra  © 2020 

Dopo i saluti di Alessandro Moretti, presidente delle Acli Provinciali di Perugia, e la proiezione di due cortometraggi prodotti all’interno dei progetti di Tamat Urbagri4women (AMIF) e ColtiviAmo l’integrazione (FAMI) sulle esperienze di inclusione socio-lavorativa realizzata presso il Centro Mater Gratiae di Montemorcino (Perugia), il direttore di Tamat Piero Sunzini e il consigliere comunale della municipalità di Agios Athanasios Chrisphas Christophi (Cipro) hanno introdotto i lavori sottolineando l’aspetto strategico dell’agricoltura sociale come volano di un’idea di cooperazione a tutte le latitudini.

Il direttore di Tamat Piero Sunzini e il consigliere comunale della municipalità di Agios Athanasios Chrisphas Christophi  – FOTO Marco
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Sono poi intervenuti Domenico Lizzi, coordinatore del progetto Coltiviamo l’integrazione per Tamat, Marta Lovison Cecilia Lindenberg di Fondazione ISMU (Milano), Elisa Occhipinti e Adriana Cannizzaro dell’Associazione I Tetti Colorati Onlus (Ragusa) e Carolina Rocha Barreto del Robert F. Kennedy Human Right Italia (Firenze). Gli interventi dei partners di progetto hanno condiviso con i presenti i primi positivi risultati di laboratori, esperienze concrete ed azioni svolte per integrare, attraverso il lavoro e il confronto culturale, ragazzi e ragazze provenienti da paesi terzi.
Nel corso del pomeriggio è stato poi presentato da Marios Zittis di Cardet il catalogo delle buone pratiche dell’agricoltura inclusiva alla base del progetto. In questo senso sono risultate molto interessanti le esperienze dei partners della rete associativa che sostiene il progetto.  Samanta Musarò della rete Semino – Alimentare Positivo (rete a livello nazionale nata per portare sul mercato prodotti agricoli etici, sostenibili e innovativi, e offrire occasioni di lavoro e inclusione per i migranti) ha infatti presentato la buona pratica di Kilowatt (Bologna), cooperativa di lavoro, che ha saputo riqualificare in modo innovativo le Serre dei Giardini Margherita di Bologna su una prospettiva culturale legata alla ristorazione, all’educazione e a spazi di coworking;  Edoardo Todeschini di Rob de Matt (Milano), associazione di promozione sociale, ha condiviso la propria esperienza di gestione di un ristorante sociale in cui vengono inclusi soggetti svantaggiati.

-FOTO Marco
Grossi Umbria Integra  © 2020 

Infine, rispetto alle buone pratiche dall’Umbria sono intervenuti il professor David Grohmann del Dipartimento di Scienze Agrarie Alimentari e Ambientali Università degli Studi di Perugia (DSA3), molto attento alle tematiche dell’agricoltura sociale e che sta collaborando a Perugia con l’esperienza di Montemorcino, e Alessandro Brocatelli di CIDIS Onlusche ha illustrato esperienze e prospettive possibili.

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